Internet è pieno di guide, articoli e consigli su come presentarsi ai colloqui di lavoro, come ottenerli, come fare una buona impressione, cosa indossare, cosa dire, cosa fare. Meno si trova su come difendersi dai lavori poco seri e dai truffatori.

Più c’è crisi, infatti,  più aumentano i lavori truffa. Bisogna fare una bella scrematura che parte da ciò che si legge. Quando non conosco l’azienda o ho dei dubbi faccio ricerche approfondite su internet: guardo il sito aziendale, i loro contatti social, se risulta la P.Iva ecc. Se però questo non basta e alla fine venite chiamati per un colloquio, mi sento di condividere qualche dritta, tutte basate su mie esperienze personali maturate negli anni, per riconoscere la serietà di chi vi sta davanti.

  • Se vi chiedono soldi, scappate. Nessuno vi deve chiedere di pagare per lavorare. Può sembrare una cosa scontata, ma ci sono in giro dei personaggi che le han studiate bene. Esempio: se un tizio di un’agenzia per modelle vi dice che vi faranno il book gratis (“fotografo, make up artist, location, tutto gratis, perché noi investiamo su di te!”) poi però vi dice che “l’unica” cosa che dovrete pagare è la stampa delle foto e che la stampa costa la bellezza di 15€ cadauna e che un book non può avere meno di 20 foto per essere credibili, beh, fate un po’ i conti e ditemi se non lo state pagando, questo book.
  • Se fate colloqui di gruppo del tipo 2-3 persone. Non sono colloqui seri. Scappate prima possibile.
  • Se il recruiter straparla di cose e non capite, in sostanza, cosa fa la sua azienda e cosa farete voi. Scappate, cela un lavoro di porta a porta e vi ritroverete senza neanche accorgervene con un cartellino fasullo a bussare alle porte di poveri vecchietti nel tentativo di accalappiar loro un contratto poco trasparente.
  • Se il recruiter vi tiene UN’ORA e MEZZA per un colloquio e in pratica parla solo lui di quanto è fantastica la sua azienda, e che a loro va tutto bene e che il vostro lavoro sarà cool e divertente e guadagnerete un sacco di soldi (mancano gli unicorni e poi è tutto perfetto). Se non è un lavoro porta porta sarà un lavoro tipo immobiliarista o assicuratore. Se vi piace e vi sentite portati ok, se no scappate.
  •  Se il recruiter non vi ascolta, non è interessato a ciò che dite, ma parla solo lui. Siete voi che dovete vendervi al meglio per farvi assumere. Se vi sembra che sia il contrario c’è qualcosa che non va.
  •  Se sentite in qualche modo che la persona che vi sta facendo il colloquio non vi rispetta. Fa battute sessiste? Vi fa domande del tipo “Ha il ragazzo/a? Convive?” Vi chiede se in futuro vorrete figli? (non mi è successo ma so che capita). Personalmente non vorrei mai lavorare con persone così. Questione di scelte e di bisogni, ma per me non esiste.
  •  Se vi chiedono di mandare progetti e lavori apposta per loro però non vi spiegano bene se e come verrete assunti o quantomeno pagati. In pratica state dando spunti e idee a gratis che loro potranno utilizzare e a voi ciao ciao. Questo succede spesso anche con i concorsi.
  • Se il recruiter arriva in ritardo. Da voi si pretende sempre massima puntalità. Beh, pretendetela anche voi.

So che possono sembrare cose banali, ma ci sono in giro tanti neolaureati, ingenui o gente con poca esperienza e per questi truffatori rappresentano un oceano blu di possibilità.
Per il resto, pessimi contratti e collaborazioni possono capitare anche una volta assunti.
È difficile stare a galla, ma io credo che la cosa più importante di tutte è dare e chiedere rispetto (sì, mi piacciono le utopie.)

Author Bio

Marina Agazzi

Copywriter e fashion designer. Scrivo di moda, arte e cose insolite.