Accessorio cult delle dive anni ’50 e ’60, il foulard è un fazzoletto quadrato e leggero  che può essere realizzato in vari materiali come seta, lana o viscosa e che può presentare innumerevoli colori e fantasie.

Foto vintage anni ’20-’30

La parola “foulard” deriva dal provenzale foulat, derivato a sua volta di foular, ovvero follare”, un termine tecnico che indica un processo di lavorazione utile a rendere il tessuto più compatto e resistente.

Decisamente versatile, può essere indossato e annodato in infiniti modi: intorno al collo, utilizzato come copricapo, top o cintura e per adornare in modo lussuoso la propria borsa.

Foulard di Alexander McQueen annodato sui manici della borsa

Ma veniamo alla storia di questo celebre accessorio.

L’uso del foulard è davvero antichissimo, come testimoniano i ritrovamenti presso le civiltà orientali, in cui gli studiosi sembrano riconoscerlo in alcune sculture cinesi del 1000 a.C.

In Occidente invece, a partire dal secondo secolo d. C., venne utilizzato dai soldati per proteggersi. In tempi relativamente più recenti era indossato dalle contadine e dalle mondine per proteggere il capo dal sole. Alcuni eserciti invece lo utilizzavano come contrassegno del loro grado o di appartenenza a un gruppo.
Nel corso del tempo il foulard iniziò ad essere utilizzato come simbolo per individuare e distinguere lo status sociale di chi lo indossava. La religione ha contribuito parecchio nel renderlo un elemento distintivo: il fatto di doverlo indossare durante le funzioni, infatti, spingeva sia uomini che donne a ricercare foulard sempre più belli, non solo per coprire la scollatura o i capelli, ma anche per abbellire il vestito della domenica e come forma di decorazione.

Il foulard moderno, inteso quindi non solo con funzione pratica ma anche come accessorio dei look più eleganti e raffinati, nasce nel Novecento e in particolare a partire dagli anni Trenta.
Hermès è la prima casa di moda a commercializzarlo, diventando così l’icona del foulard per eccellenza.

Anche altre prestigiose maison del tempo crearono numerosi foulard per le proprie collezioni, fra le quali Dior, Yves Saint Laurent, Chanel e Givenchy in Francia, mentre in Italia Gucci, Ferragamo e Roberta di Camerino.

La moda degli anni Cinquanta e Sessanta suggeriva di indossarlo per ogni occasione: per esempio era d’abitudine portarlo sulla testa annodato sotto il mento abbinato a un paio di occhiali da sole, così come lo portavano Audrey Hepburn, Grace Kelly, Chaterine Deneuve e la first lady Jacqueline Keenedy Onassis.

Illustrazione di René Gruau, 1962

Audrey Hepburn

Grace Kelly

Jacqueline Keenedy Onassis

Il foulard non passa mai di moda e basta davvero poco per trovare un modo per portarlo sempre diverso. Può donare un tocco vintage e sofisticato agli outfits quotidiani, così come aggiungere un tocco lussuoso, ricercato ma anche rock.

E’ talmente versatile che risulterà perfetto sia sulla signora di ottant’anni che va a fare la spesa che sulla ragazza che lo porta con una mise sportiva.

Valentina Cortese

Valentina Cortese ha fatto del foulard un accessorio immancabile del suo stile unico, elegante e raffinato

L’iconico foulard di Alexander McQueen è personalizzato dal celebre teschio che identifica il brand inglese

E visto che quando si pensa ai foulard non si può non pensare ad Hèrmes e alle sue celebri scatole arancioni, vediamo in dettaglio la storia di questo lussuosissimo brand.

La maison venne fondata da Thierry Hermès a Parigi nel 1837 e inizialmente era un’attività legata al mondo degli accessori per cavalli e cavalieri.

Fu cento anni dopo, nel 1937, che Emilie Hermès realizzò il primo carrè in seta prendendo spunto dal “mouchoir de cou”, ovvero il fazzoletto da collo indossato dai soldati napoleonici. Non fu un grande successo e l’inizio della Seconda Guerra Mondiale non permise altre sperimentazioni.

Fu perciò nel 1948 che il carré fece il suo ingresso decisivo in Hermès: il merito fu di Emilie Hermès e Marcel Gandit, un abile tessitore di Lione che mise a punto un sistema di stampe a quadri con cui è possibile riprodurre disegni elaborati anche nei minimi dettagli, una tecnica utilizzata ancora oggi per la produzione di ogni singolo pezzo.

Pubblicità degli anni Sessanta

Le ad campaign di Hèrmes sono sempre molto raffinate

L’ultima campagna pubblicitaria di Hèrmes per la S/S 2018

Il classico carré della maison francese è 90×90 cm e ha un orlo arrotolato e cucito a mano. Il costo è 360€, non proprio poco, ma d’altronde Hèrmes è sinonimo di lusso  (e se sperate negli sconti di fine stagione scordateveli: non li fa mai, esattamente come Chanel).

I disegni realizzati sono numerosissimi e in diverse varianti di colore: animali, paesaggi, stagioni, quadri astratti e con un occhio particolare al mondo equestre, al quale la maison è da sempre legata.

Le cartes à nouer” di Hèrmes mostrano attraverso disegni e fotografie come sbizzarrirsi nel  portare i famosi carré, presentando con successo uno stile giocoso, sofisticato e sempre chic.

Le mie cartes à nouer di Hèrmes

Miei disegni per mostrare alcuni fra gli innumerevoli modi di portare un foulard

 

Author Bio

Marina Agazzi

Copywriter e fashion designer. Scrivo di moda, arte e cose insolite.