Benito, illustratore di moda Art Déco


Arte, Bozzetti, Icone & Ispirazioni, Moda, Storia della moda / domenica, Marzo 24th, 2019

Quando in Italia il nome Benito salta fuori in una conversazione, purtroppo si pensa subito al ben noto dittatore fascista, del quale non mi va di scrivere il cognome perché non voglio aiutare Google ad associare il mio sito con quel bieco individuo.

Per fortuna però è esistito anche un grande artista spagnolo con questo nome: Eduardo Garcìa Benito. Nato a Valladolid nel 1891, si trasferì in Francia a 20 anni grazie a una Borsa di Studio ed entrò a far parte dei movimenti artistici del periodo, stringendo amicizia, fra gli altri, con Picasso, Gauguin e Modigliani.

Un ritratto di profilo dell’artista Eduardo Garcìa Benito, 1935

Grazie al suo eccezionale talento si affermò ben presto come artista e realizzò ritratti, illustrazioni, decorazioni e vignette. Lavorò per numerose riviste del periodo: La Gazette du Bon Ton, Le Gout du Jour, La Guirlande e Les Feuillets . Instaurò un rapporto di collaborazione duraturo con Vogue e Vanity Fair, per i quali illustrò numerose copertine memorabili.

Uno fra i maestri indiscussi dell’illustrazione di moda del periodo Art Déco, Benito riuscì a rendere alla perfezione le donne statuarie del periodo anni ’20. Caratteristica fondamentale del suo stile era l’allungamento della figura, che esaltava l’eleganza degli abiti e della figura femminile.

Il suo tratto ricorda le pitture manieriste del sedicesimo secolo, lo stile cubista di Picasso e le sculture di Brancusi e Modigliani. Riuscì a mostrare perfettamente i legami tra moda e decorazione d’interni, creando una delicata armonia tra disegno, colori e linee. Le sue illustrazioni rispecchiano fedelmente l’alta società nell’Era del Jazz.

Visse tra New York e Parigi, e il suo contratto con Vogue continuò nel periodo fra le due guerre, ma le richieste diminuirono durante il secondo conflitto. Continuò a lavorare come illustratore per la rivista anche dopo il 1945 poi, nel 1962, tornò nella sua città natale in Spagna, Valladolid, e vi morì il 1 dicembre 1981.

Di seguito le bellissime scansioni (un lavoro eseguito dal tipografo spagnolo Alfonso Melendez) che ho trovato su un sito spagnolo molto interessante (Doctor Ojiplático) che mostrano un catalogo del 1920 interamente illustrato da Benito.
Seguendo la grande tradizione delle grandi case di moda parigine di commissionare i loro cataloghi ai grandi artisti dell’epoca, questo lavoro presenta 12 modelli dello stabilimento Forrures Max interpretati dall’artista spagnolo, con un testo introduttivo di Miguel Zamacois che racconta la storia dei fratelli Usbek e Rica, di Montesquieu. I disegni sono magistralmente stampati in xilografia, foglia d’oro e colorati con acquarelli applicati al pochoir e sono senza dubbio una delle opere principali di García Benito e uno degli esempi più rappresentativi di illustrazione art déco, nonché un vero e proprio capolavoro del mondo pubblicitario.

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